Parapetti Certificati

Aspetti Generali per la realizzazione di parapetti o balaustre.

I parapetti per terrazzi o scale, essendo un presidio fondamentale per la protezione dalla caduta nel vuoto di persone o cose risultano costruttivamente vincolati al rispetto di norme dedicate, questo articolo viene pubblicato con lo scopo di fare chiarezza sugli aspetti fondamentali che riguardano la progettazione e la costruzione di parapetti.

In riferimento a D.M. D.L. e D.P.R. i principali vincoli sono:

  1. Altezza: i parapetti devono essere alti almeno 1 metro dal piano di pavimento - sicurezza luoghi di lavoro (D.P.R 27-4-1955 n. 547)- superamento barriere architettoniche (D.M. 14-6-1989 n. 236).
  2. Sporgenze sulla parte interna: non devono presentare nella parte interna sporgenze situate ad un'altezza dal pavimento tale da favorire l'appoggio del piede e lo scavalcamento da parte dei bambini.
  3. Dimensione massima dei vuoti: deve essere fissato in modo da impedire il passaggio di oggetti; non devono lasciar passare una sfera di 10 cm di diametro - superamento barriere architettoniche (D.M. 14-6-1989 n. 236).
  4. Resistenza alla spinta orizzontale: i parapetti devono essere in grado di resistere ad una spinta orizzontale secondo D.M. 14.01.08 applicata alla quota del bordo superiore.

Dal punto a. risulta evidente come buona parte dei parapetti costruiti a partire dagli anni sessanta fino a tempi recenti non risultino conformi in quanto difficilmente il parapetto è alto 100cm dal piano di calpestio (non è raro trovarsi davanti parapetti alti 80-90cm), inoltre a nostra opinione è opportnuno considerare il metro di altezza a partire dal primo orizzontale che di solito è posto a 3-5cm dal pavimento portanto l'altezza complessiva del parapetto ad almeno 105cm dal piano del pavimento.

Prendendo in esame i punti b. e c. risulta ovvio come difficilmente sia corretto (in termini di legge) realizzare parapetti con elementi orizzontali dato che ofrono appoggio al piede e favoriscono lo scavalcamento da parte di bambini, questi manufatti difficilmente presentano luci inferiori a 10cm, un accorgimento importante nella realizzazione di parapetti orizzontali e la predisposizione di un sistema anti-scala, rendendo inaccessibile dall'interno i primi 75 cm in altezza del parapetto con opportuni sistemi di protezione tipo reti o vetro, un interessante articolo sull'argomento e publicato dall'upi ringhiere e parapetti.pdf

Più complicato diventa il rispetto di quanto prescritto da D.M. 14/01/2008, che sebbene preveda per i  parapetti ad uso domestico situati in zone non comuni e non di affollamento (categoria a) una resistenza a carico orrizzontale al piano del corrimano pari ad almeno 1kn/ml (100kg/ml) è opinione comune ampiamente discussa attravero opportuni seminari informativi considerare Ballatoi Terrazzi e Scale come "Zone soggette ad affollamento", pertanto il carico di verfica da considerare in fase di progettazione sarà di 2kN/ml.

3 AZIONI SULLE COSTRUZIONI

3.1 OPERE CIVILI INDUSTRIALI

............

3.1.4 CARICHI VARIABILI

I carichi variabili comprendono i carichi legati alla destinazione d’uso dell’opera; i modelli di tali azioni possono essere costituiti da:

  • - carichi verticali uniformemente distribuiti qk [kN/m2];
  • - carichi verticali concentrati Qk [kN];
  • - carichi orizzontali lineari Hk [kN/m];

I valori nominali e/o caratteristici qk, Qk ed Hk sono riportati nella Tab. 3.1.II. Tali valori sono comprensivi degli effetti dinamici ordinari, purché non vi sia rischio di risonanza delle strutture.I carichi verticali concentrati Qk formano oggetto di verifiche locali distinte e non vanno sovrapposti ai corrispondenti carichi verticali ripartiti; essi devono essere applicati su impronte di carico appropriate all’ utilizzo ed alla forma dell’orizzontamento; in assenza di precise indicazioni può essere considerata una forma dell’impronta di carico quadrata pari a 50 x 50 mm, salvo che per le rimesse ed i parcheggi, per i quali i cari- chi si applicano su due impronte di 200 x 200 mm, distanti assialmente di 1,80 m.I valori riportati nella Tab. 3.1.II sono riferiti a condizioni di uso corrente delle rispettive categorie. Altri regolamenti potranno imporre valori superiori, in relazione ad esigenze specifiche.

In presenza di carichi atipici (quali macchinari, serbatoi, depositi interni, impianti, ecc.) le intensità devono essere valutate caso per caso, in funzione dei massimi prevedibili: tali valori dovranno essere indicati esplicitamente nelle documentazioni di progetto e di collaudo statico.

3.1.4.1 Carichi variabili orizzontali

I carichi variabili orizzontali (lineari) indicati nella Tab. 3.1.II, devono essere utilizzati per verifiche locali e non si sommano ai carichi utilizzati nelle verifiche dell’edificio nel suo insieme.

I carichi orizzontali lineari Hk devono essere applicati a pareti alla quota di 1,20 m dal rispettivo piano di calpestio ed a parapetti o mancorrenti alla quota del bordo superiore.

In proposito deve essere precisato che tali verifiche locali riguardano, in relazione alle condizioni d’uso, gli elementi verticali bidimensionali quali tramezzi, pareti, tamponamenti esterni, comunque realizzati, con esclusione di divisori mobili (che comunque devono garantire sufficiente stabilità in esercizio).

Il soddisfacimento della prescrizione può essere documentato anche per via sperimentale, e comunque mettendo in conto i vincoli che il manufatto possiede e tutte le risorse che il tipo costruttivo consente.

Tabella 3.1.II - Valori dei carichi d'esercizio per le diverse categorie di edifici (fonte D.M. 14/01/2008)

Cat.Ambienti.qk
[kN/m2]
Qk
[kN]
Hk
[kN/m]
A

Ambienti ad uso residenziale
Sono compresi in questa categoria i locali di abitazione e relativi servizi, gli alberghi.(ad esclusione delle aree suscettibili di affollamento)

2,00 2,00 1,00
B

Uffici
Cat. B1 Uffici non aperti al pubblico.
Cat. B2 Uffici aperti al pubblico


2,00
3,00

2,00
2,00

1,00
1,00
C

Ambienti suscettibili di affollamento
Cat. C1 Ospedali, ristoranti,caffè,scuole.
Cat. C2 Balconi,Ballatoi e scale comuni, sale convegni,cinema,teatri,chiese,tribune con posti fissi
Cat.C3 Ambienti privi di ostavoli per il libero movimento delle persone, quali musei,sale per esposizione,stazioni ferroviarie,sale da ballo,palestre, tribune libere,edifici per eventi pubblici, sale da concerto, palazzetti per lo sport e relative tribune.

3,00
4,00

5,00

2,00
4,00

5,00

1,00
2,00

3,00

D

Ambienti ad uso commerciale
Cat. D1 Negozi.
Cat. D2 Centri commerciali, mercati, grandi magazzini, librerie, etc...

4,00
5,00

4,00
5,00

2,00
2,00
E

Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso industriale.
Cat. E1 Biblioteche, archivi, Magazzini, depositi, laboratori manifatturieri
Cat. E2 Ambienti ad uso industriale, da valutarsi caso per caso

≥6,00

6,00 1,00*
F-G

Rimesse e parcheggi
Cat. F Rimesse e parcheggi per il transito di automezzi di peso a pieno caricofino a 30kN
Cat. G Rimesse e parcheggi per transito di automezzi di peso a pieno carico superiore a 30kN: da valutarsi caso per caso

2,50

 

2x10,00

 

1,00**

 

H

 Coperture e sottotetti
Cat. H1 coperture e sottotetti accessibili per la sola manutenzione
Cat. H2 coperture praticabili
Cat. H3 Coperture speciali(impianti eliporti,altri) da valutarsi caso per caso

 0,50

***

 1,20

***

1,00

***

* noncomprende le azioni orizzontali eventualmente esercitatedai materiali immagazzinati
** per i soli parapetti o partizioni nelle zone pedonali.Le azioni sulle barriere esercitate dagli
automezzi dovranno essere valutate casdo per caso.
*** secondo categoria di appartenenza

Di seguito riportiamo gli interassi utilizzabili per alcune sezioni di piantane comunemente utilizzate per la realizzazione di parapetti (per tratti continui) usando come riferimento un parapetto alto 110cm ancorato ad incastro(senza piastre o ancoranti meccanici), con un aresistenza alle spinte laterali di 2kN, ovviamente i dati sotto riportati hanno scopo puramente indicativo in quanto non tengono conto delle singolarità di ogni realizzazione, la verifica del parapetto potrà essere eseguita da personale professionalmente qualificato anche in vi a sperimentale come previsto dal già citato D.M.

 Utilizzando come criterio di calcolo il modulo di resistenza elastico WfelUtilizzando come criterio di calcolo il modulo di resistenza plastico S.L.U. Wfpl 
Sezione piantanamaterialeWfelInterasse ammissibileWfplInterasse ammissibile (S.L.U.)
25x25 pieno S275 2.604,16mm3 <206mm 3.906,25mm3 <310mm 
30x30 pieno S275 4.500,00mm3 <357mm 6.750,00mm3 <535mm 
35x35 pieno S275 7.145,86mm3 <567mm 10.718,75mm3 <850mm
25x25x3 tubolare S235 1.592,63mm3 <108mm 2.603,04mm3 <176mm 
30x30x3 tubolare S235 2.482,01mm3 <168mm 3.985,2mm3 <270mm 
35x35x3 tubolare S235 3.570,94mm3 <242mm 5.666,74mm3 <384mm 
40x40x3 tubolare S235 4.859,59mm3 <329mm 7.647,90mm3 <518mm
40x40x5 tubolare S235 6.761,08mm3 <458mm 10.937,50mm3 <741mm 

Risulta ovvio che se si dispone presso la propria abitazione in un parapetto alto almeno 100cm con pilastri di sezione 25x25mm situati ad interasse di circa 100-150cm come comunemente avviene, a buon cuore si può temere di non disporre di un prodotto adatto allo scopo per cui è stato costruito, o che quantomeno non risponde in alcuna maniera alle norme in materia.

Si fà inoltre presente come sia parere comune, ampiamente discusso in ambiente tecnico tramite convegni, considerare i balconi e le scale come zone soggette ad affollamento pertanto il carico di verfica per i parapetti sarà 2kn(200kg/ml).

Questa vuole essere solamente una tabella indicativa, che non tiene conto di fattori che potrebbero essere determinanti per la resistenza del Vostro parapetto, qual'ora riteniate che il Vostro parapetto non corrisponda a quanto previsto dalle norme vi consigliamo di rivolgerVi al vostro tecnico di fiducia, Ingengere, Architetto o Perito per valutare i manufatti e nel caso sia opportuno per individuare le azioni per la messa a norma del tutto!

Parapetti in vetro

Secondo le disposizioni di riferimento, le strutture vetrate devono essere verificate con i carichi statici prescritti dal nuovo D.M. 14/1/2008 "Norme Tecniche per le Costruzioni" G.U. n°29 del 4/2/'08 e successivi aggiornamenti e sottostare al requisito vincolante di sicurezza all'impatto come richiesto dalla UNI 7697:2007("criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrate") (L.206 6/9/'05).

L'osservanza della UNI 7697 è un obbligo in quanto la Legge n° 206/2005 eleva a rango di legge la norma 7697:2007.
Questa norma dispone circa le caratteristiche, delle realizzazioni in vetro.
In riferimento ai parapetti di vetro le prescrizioni della UNI 7697:2007 al punto 8.2.4 - prospetto 1, sono: 
Applicazioni vetrarie Azioni e/o sollecitazioni Rischi Classe prestazionale minima
8.2.4 Lastre di vetro di balaustre, parapetti, partizioni interne, paratie, divisorie, etc. Urti dovuti all'impatto di persone caduta nel vuoto 1 B 1 secondo UNI EN 12600

Inoltre e necessario che l'analisi del parapetto sia stata condotta secondo le prescrizioni del D.M.I. del 14.01.2008 e della Circolare del Ministero delle Infrastrutture e TRASPORTI N° 617 DEL 02.02.2009, PUBBLICATO SULLA Gazzetta Ufficiale n° 47 del 26/02/2009 suppl. Ordinario n° 27; e che venga effettuata la scelta del tipo di vetro in funzione della particolare applicazione, e se ne definisca lo spessore atto a sopportare carichi e sovraccarichi, mediante il metodo di calcolo conforme alla UNI 7143, è inoltre necessario applicare la UNI EN 12600 "Prova del pendolo - Metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano" la normativa classifica i vetri piani per edilizia in tre categorie, sulla base delle prestazioni all'impatto e della modalità di rottura.
La prova impiegata è il cosiddetto "Test del pendolo", nel quale dei campioni di vetro piano per uso in edilizia vengono colpiti da uno speciale corpo semirigido, che simula l'impatto accidentale di un corpo umano sul vetro.
Il pendolo è costituito da due speciali pneumatici, le cui caratteristiche sono definite in una specifica normativa, ed ha un peso di 50 ± 0,1 kg.
La modalità di rottura osservata, unitamente all'altezza da cui è stato lanciato il pendolo, sono i parametri che consentono di classificare le varie tipologie di vetro.
mediante la prova del pendola va testato tutto il sistema parapetto e non solamente la lastra vetrata, quindi per poter classificare il sistema conforme 1B1 e necessario eseguire la prova su un campione che rappresenti la realta nell'interezza, vetro, supporti, piantane etc...

 

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